Noi pensiamo che valorizzare progetti complessi (o concetti, processi, prodotti ecc.) sia un’idea innovativa che richiede un approccio innovativo.
Un prodotto innovativo non è necessariamente una novità assoluta, né deve obbligatoriamente avere delle componenti di alta tecnologia. Spesso risulta dall’unione di elementi disponibili aggregati in un sistema nuovo che permette di rispondere a richieste irrisolte oppure offrire nuove opportunità e a volte aprire nuovi mercati. Un esempio citato da molti economisti (tra cui Kim e Mauborgne in Strategia Oceano Blu) è il Cirque du Soleil una iniziativa canadese di grande successo. In un momento in cui il circo subiva una crisi generale dovuta anche alla mutata sensibilità delle persone nei confronti degli animali, ha pensato di portare acrobazie e clown in teatro, elementi già entrambe disponibili. Con questa operazione Cirque du Soleil ha portato nuovo pubblico aumentando sensibilmente la quota di pubblico adulto, ha adeguato (verso l’alto) il costo del biglietto adeguandolo a quello degli spettacoli teatrali e risolto un serio problema di logistica.
Ora, saremmo immodesti volessimo paragonare l’operazione Cirque du Soleil alla proposta di valorizzare e comunicare progetti complessi in modo significativamente più efficace (magari). L’innovazione della Comunicazione di Progetto sta nell’unione di elementi già sperimentati, la comunicazione interna (project communication), la formazione, la comunicazione esterna e le relazioni pubbliche, con elementi innovativi completamente nuovi.
1- risponde a problemi, palesi o latenti, irrisolti o non risolti in modo soddisfacente: valorizzare progetti complessi, commerciali o di ricerca, e comunque temi troppo complessi per essere compresi e “distillati” dalla maggioranza dei comunicatori e relatori pubblici tradizionali (per quanto siano ottimi professionisti). Chi beneficia della Comunicazione di Progetto sono grandi aziende e di organizzazioni pubbliche dotate di una comunicazione corporate normalmente ben strutturata ma tendenzialmente propense al fai-da-te nella comunicazione dei progetti o degli aspetti più complessi dell’organizzazione o dei prodotti. E se i comunicatori non-tecnici sono spesso inadeguati perchè non sono in grado di entrare nel merito dei temi, i tecnici, dall’altra parte, non sono certo comunicatori efficaci.
2 – affronta il problema di valorizzare e comunicare temi complessi partendo dall’interno, cioè lavorando molto con lo staff tecnico per allineare e condividere gli elementi importanti che saranno poi utilizzati nella comunicazione. In altre parole non è un servizio chiavi-in-mano, richiede una partecipazione attiva dello staff e a volte della formazione per migliorare la capacità di comunicare (internamente ed esternamente) di tecnici e manager.
3 - il lavoro inizia quando inizia il progetto. Ha quindi tempi diversi, molto anticipati rispetto ai processi di comunicazione commerciale.
4- la fase centrale è quella di selezione degli argomenti rappresentativi e dell’elaborazione della sintesi più adatta ai pubblici a cui ci desideriamo rivolgere. La distillazione degli argomenti è l’aspetto più nuovo del processo. Questi devono essere pochi, riconosciuti dallo staff tecnico, e contemporaneamente efficaci per la comunicazione. Questo lavoro richiede un dibattito alla pari fra lo staff e il comunicatore il quale deve essere accreditato come interlocutore affidabile sia dal punto di vista tecnico sia da quello della comunicazione.
5 - si rivolge a pubblici con caratteristiche diversificate come management, finanza, media, opinione pubblica ecc. oppure alle comunità locali per la realizzazione di opere e interventi sul territorio. Ognuno di questi pubblici richiede un approccio adeguato (argomenti, strumenti e tempi) alla propria scala di valori.
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